High Tech – High Touch

Questa quarantena forzata ci ha spinto a varcare confini mai conosciuti fino ad ora: quelli della mente. 

Ci siamo abbandonati a una serie di lunghe riflessioni, su noi stessi come esseri umani e come parte di qualcosa più grande che non smette di evolvere. Fra le tante cose ci ha dato l’impressione di essere indietro con il tempo; ci ha fatto sentire lenti rispetto alla velocità dei nuovi strumenti tecnologici che sembrano andare alla velocità della luce mentre noi siamo lì ancora a dubitare della loro valenza etica. 

Ricordate i primi smartphone? I comandi venivano trasmessi al dispositivo attraverso una leggera pressione sul touchscreen. In una manciata d’anni, forse meno, la tecnologia si è evoluta: l’azione  non risponde più ad una pressione ma al calore umano. Sì, perché per quanto questi strumenti possano apparire come tecnologicamente avanzati, sono prodotti antropocentrici, fatti a misura d’uomo. Studiati per rispondere a delle esigenze reali e concrete. Ed è nostro compito – oramai dovere – imparare a conoscerli, scoprirli e creare una sinergia per godere delle loro infinite potenzialità. Vi starete chiedendo: “Sì, ma come?” 

Non c’è un libretto delle istruzioni o un numero verde a cui rivolgersi. La risposta è nella nostra visione della realtà: presente e futura. Risulta naturale provare un senso di alienazione, e addirittura sconforto, nel non riuscire ad utilizzarli come vorremmo o, nel peggiore dei casi, nel considerarli invadenti. 

La verità è che la superiorità e pericolosità del mezzo tecnologico è solo una percezione che abbiamo dal momento che guardiamo alle nuove soluzioni con scetticismo e negatività. 

Fermatevi un attimo, e pensate. Se ad ogni nostro tocco (umano) ne corrisponde un altro (digitale) va da sé che il secondo sarà fortemente plasmato dal primo. Per questo siamo chiamati a mettere un valore culturale nell’approccio con la tecnologia. Non possiamo restare indietro: il mondo evolve, e con sé la ricerca, lo sviluppo, la mente dei più grandi pensatori, informatici inclusi. 

Mettiamo il nostro valore, il nostro calore e tutto inizierà a cambiare forma. La sostanza rimarrà la stessa, e sarà umana. 

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